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Storia San Marino
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Storia San Marino

Sottoposta al vincolo feudale del vescovo di San Leo fino al 1351, quando dopo essere già stata riconosciuta dallo Stato della Chiesa, divenne un libero comune. Già agli inizi del XV secolo, infatti, San Marino partecipò ad una lega ghibellina insieme alle città di Arezzo, Cagli, Forlì, Osimo, Urbino.

Durante il Medioevo e l’età rinascimentale, San Marino sviluppò peculiari istituzioni di autogoverno, che tuttavia si indebolirono a partire dal 1700, quando il potere venne sostanzialmente preso dalle famiglie patrizie. Questa situazione perdurò fino al 1906, quando l’Arengo, l'assemblea dei capifamiglia, avviò un processo di modernizzazione democratica del Paese.

L'indipendenza del piccolo Stato è stata messa in pericolo più volte: in tutta la sua storia, San Marino ha subito tre brevi occupazioni militari: nel 1503 ad opera di Cesare Borgia, nel 1739 con l’occupazione alberoniana e nel 1944 ad opera delle truppe tedesche in ritirata e successivamente dagli Alleati, che lo occuparono per poche settimane.

Durante il Risorgimento, San Marino costituì un rifugio sicuro per molti dei personaggi che parteciparono ai moti di quegli anni. L’appoggio fornito a Garibaldi permise di negoziare e ottenere la garanzia dell’indipendenza dall’Italia. Subito dopo l’Unità, il riconoscimento della sovranità venne sancito per un trattato di amicizia.

Tra il 1926 e il 1943 San Marino conobbe un regime fascista, ispirato a quello italiano, che si pose a tutela degli interessi della classe borghese e patrizia.

Nonostante ciò, durante la Seconda Guerra Mondiale, San Marino rimase neutrale. In quel periodo accolse oltre 100.000 rifugiati[citazione necessaria], cosa che portò a non pochi attriti con i governi nazifascisti i quali arrivarono anche ad incarcerare alcuni cittadini sammarinesi. La neutralità non impedì al Paese di essere bombardato e invaso negli ultimi mesi di guerra durante i combattimenti fra angloamericani e tedeschi.

Nel dopoguerra si alternarono governi di sinistra, con la presenza del Partito Comunista Sammarinese, e di centro, supportati dal Partito Democratico Cristiano Sammarinese. L’affermazione di un governo socialcomunista nell’immediato dopoguerra provocò l’inimicizia da parte dei Governi occidentali, in primo luogo di quello italiano. I governi socialcomunisti avviarono importanti riforme socioeconomiche, ma non introdussero mai un modello di tipo sovietico.

Nel 1957 una breve, ma seria, crisi politica porta alla coesistenza di due governi a San Marino (cd. fatti di Rovereta). La crisi si risolse nel giro di un mese e diede avvio a oltre un ventennio di governi centristi.

Dal dopoguerra il processo di modernizzazione si traduce nel consolidamento dell’inserimento di San Marino nella comunità internazionale. Di questa tendenza sono espressione il riconoscimento del voto alle donne nel 1960, la formalizzazione nel 1974 del funzionamento degli organi statuali e dei diritti di libertà con la Dichiarazione dei diritti, l’affiliazione all’ONU nel 1992 e l’adesione alle strategie internazionali di contrasto ai cd. “paradisi fiscali”, tuttora in fase di implementazione.

Bandiera San Marino

San Marino

  • Superficie: 30321
  • Capitale:
  • Lingua: Italiano
  • Ordinamento: Repubblica parlamentare
  • Prefisso telefonico: San Marino
  • Targa: SMR
  • Moneta: Euro e Scudo (a fini numismatici)

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